Le 3 antiche leggende delle Tremiti: radici che affondano nel mito

leggende delle isole Tremiti

Ci sono tanti modi per scoprire le isole Tremiti: escursioni, giri in barca, spiagge, specialità culinarie, immersioni. E poi, ci sono queste tre leggende. Tre storie che vi permetteranno conoscere l’anima più antica dell’arcipelago.

 

La tomba di Diomede

È, probabilmente, la più famosa delle leggende dell’arcipelago. Talmente connaturata con la sua storia che le Tremiti sono anche conosciute come isole Diomedee. Diomede fu un eroe acheo che combatté la guerra degli Epigoni e la guerra di Troia.

Dopo che Troia fu conquistata, Diomede viaggiò per tornare ad Argo. Afrodite, desiderosa di vendicarsi dell’offesa subita durante la guerra, fece in modo che né sua moglie Egialea né i suoi sudditi si ricordassero più di lui. Così, Diomede decise di abbandonare la città e di navigare verso l’Italia.

A un certo punto del suo vagabondare, Diomede approdò sulle isole Tremiti. Dove andò incontro alla morte. Ancora oggi, si dice che una spiaggia dell’isola di San Nicola sia il luogo della sua sepoltura.

 

Il santuario di Santa Maria a Mare

Il santuario di Santa Maria a Mare è uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi delle isole Tremiti. È c’è una leggenda che lo riguarda.

Il protagonista è un eremita. La Vergine Maria gli apparve in sogno, ordinandogli di costruire un grande tempio in suo onore. E indicandogli un punto ben preciso dell’isola dove scavare.

L’eremita così fece. In quel punto, trovò un’iscrizione sepolcrale dietro la quale si celava un tesoro degno del più ricco dei re. Grazie a tali ricchezze, l’eremita costruì l’imponente e maestoso tempio.

 

Le diomedee

Torniamo a Diomede. Afrodite, impietosita dalla morte dell’eroe, trasformò i suoi compagni in uccelli affinché vegliassero sulla tomba di Diomede. Da allora, quegli uccelli sono conosciuti come Diomedee.

Le Diomedee sono una particolare specie di gabbiani. Secondo quanto riportato da Aristotele, questi uccelli accoglievano e greci e attaccavano i barbari. Come se avessero conservato la memoria e il senso del dovere degli uomini che erano stati un tempo.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/msako23

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